Il testo di questo libro presenta delle nozioni fondamentali e generali, comuni a tutte le scuole di buddhismo. Offre anche una visione dei diversi aspetti della Via, mettendo particolarmente in evidenza l'importanza della pratica spirituale -la meditazione- che occupa un posto di preminenza della tradizione della scuola tibetana kagyupa, detta anche la tradizione della pratica, alla quale appartiene l'autore di questo libro, il venerabile Kalu Rimpoce.
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La pratica del Phowa secondo il terma del Rigdzin Changchub Dorje.
Si accosta l'etica della meditazione in modo originale e sperimentale, in un confronto stimolante tra scienza e coscienza facendo luce sul rapporto fecondo tra buddhismo e occidente attraverso le pratiche meditative. La meditazione non è qui presentata come una pratica ascetica, riservata a pochi eletti, ma incarnata nella vita comune; non una pratica di isolamento, un percorso interno al proprio ombelico ma un processo che conduce a una forma intelligente di altruismo.
"Essere capaci di perdonare i nemici è una delle cose più importanti. Può cambiare la vita".
In occasione del ventennale della presenza del Maestro in Italia, una trascrizione degli insegnamenti dati all'Istituto Lama Tsong Khapa sul soggetto della bodhicitta.
Cos'è la felicità? Con tutti i loro successi materiali e scientifici, gli uomini sono davvero più felici? Forse possono ogni tanto sperimentare dei piaceri, ma nel profondo del cuore non sono veramente felici, perchè sanno che, pur riuscendo a controllare la materia, non hanno il controllo sulla propria mente.
Lo Zen è stato definito "la religione prima della religione", il che è come dire che può praticarlo chiunque, compresi coloro che professano altre fedi. E la definizione evoca quella religione naturale della nostra prima infanzia, quando il cielo e la splendente terra erano tutt'uno. Presto però la chiara visione infantile è oscurata da idee e opinioni, preconcetti e astrazioni. Il semplice, libero essere è ricoperto dalle incrostazioni dell'opprimente corazza dell'ego. E solo dopo molti anni si presenta l'intuizione che un vitale senso di mistero è stato trascurato.
Tutti gli esseri umani hanno lo stesso desiderio: vivere una vita piena e felice e rifuggire la sofferenza. In questo volume il Dalai Lama insegna a non sopravvalutare l'esteriorità e i beni materiali, a controllare le emozioni, a sviluppare la consapevolezza di noi stessi e l'amore per il prossimo.
Tutti gli esseri umani hanno lo stesso desiderio: vivere una vita piena e felice e rifuggire la sofferenza. In questo volume il Dalai Lama insegna a non sopravvalutare l'esteriorità e i beni materiali, a controllare le emozioni, a sviluppare la consapevolezza di noi stessi e l'amore per il prossimo.
Perchè interessarsi ai precetti di vita del Dalai Lama? Semplicemente perchè ciò di cui parla questo libro non riguarda il potere o il rango sociale, la superiorità storica o gerarchica, e ancor meno una qualsiasi personalità di casta o di classe. Colui che parla, partendo dal proprio cammino personale e dalla sua immensa cultura, è certamente intriso e ricco di spiritualità, ma non è il capo spirituale di centinaia di milioni di individui i cui discorsi evocano la saggezza - si tratta innanzitutto di un uomo che si rivolge agli uomini, perchè li conosce e li comprende.
Scopo di questa biografia è, ovviamente, raccontare l'avventura umana di Tenzin Ghiatso; ma nel medesimo tempo si è cercato, attraverso la sua vita, di offrire al lettore anche un affresco della storia e della cività tibetane. Vale a dire il quadro di un mondo particolarissimo che era giunto praticamente incontaminato alle soglie del terzo millennio dell'era cristina, tanto da essere descritto come "l'ultimo mistero che il diciannovesimo secolo aveva lasciato al ventesimo da esplorare". Purtroppo oggi quel mondo non esiste più. A partire dalla seconda metà degli anni cinquanta una tempestà di inimmaginabile proporzione lo ha sconvolto...
Le parole non possono esprimere altro che un piccolissimo frammento di ciò che l'uomo sa, perchè ciò che possiamo dire e pensare è sempre infinitamente meno di ciò che sperimentiamo.
Questo libro, nato da un incontro nel 2015 a Dharamsala, in India, è un'occasione unica per ascoltare dalla loro viva voce esperienze, insegnamenti e profonde riflessioni: contronfantosi infatti sia con le grandi tradizioni filosofiche e religiose di ogni tempo sia con le più recenti scoperte delle neuroscienze e della psicologia, i due prestigiosi interlocutori affrontano tutti gli ostacoli che possono frapporti fra noi e il raggiungimento della piena felicità.
In quest'opera illuminante, il Dalai Lama parla al cuore dei suoi lettori e, con uno stile semplice ed evocativo, illustra i pilastri fondamentali del buddhismo Mahayana. Nella prima parte, Sua Santità esplora il sentiero buddhista verso l'illuminazione prendendo le mosse da un antico testo, Stanze fondamentali sulla Via di Mezzo, di Nagarjuna.
Nella seconda parte, attraverso gli insegnamenti de I tre aspetti principali del sentiero del maestro Je tsong Khapa, il Dalai Lama spiega come trovare l'armonia e la serenità interiore mettendo in pratica questa filosofia nella vita di tutti i giorni.



