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Tutti gli aspetti del metodo, come la generazione dell'amore, della compassione, della mente dell'illuminazione e così via rientrano nell'ambito della verità convenzionale, mentre la saggezza rientra in quello della verità ultima.
Lasciare spazio intorno ai gesti ordinari, dargli una stanza, li fa brillare, permette che aprano un varco nell'oscurità in cui di solito viviamo, nel nostro quotidiano sonno.
Allora, pian piano, si ricevono le visite della consapevolezza: sono i miracoli del noto.
Nel mondo di Chandra, dove la parola è anche immagine e poesia, meditare è anzitutto stare fermi; sedersi e seguire umilmente e con pazienza il respiro, accoglierlo in silenzio, conoscere ma senza pensare. Meditare è seguire i movimenti della nostra mente smettendo di affaccendarsi in azioni, pensieri, preoccupazioni per il futuro, ricordi del passato. Meditare non è fare il vuoto intorno a noi. Anzi: è non separare i mondi, non dividere quel che consideriamo spirituale da quello che riteniamo ordinario. E i gesti quotidiani di cucinare, lavare i piatti, telefonare, pulire, leggere possono diventare forme di preghiera. E' insomma stare dentro noi stessi, dentro tutto ciò che siamo in quel momento, consapevolmente. Spesso si pensa che la soluzione al dolore sia altrove, ma è nel dolore la soluzione del dolore (e nell'ansia la soluzione dell'ansia). Sentendolo, abitandolo, assaporandolo, non è più un estraneo, ma a poco a poco un ospite scomodo, irruente, tempestoso e infine un pezzo di noi.
Uno scrigno di insegnamenti autorevoli che, con mirabile chiarezza, guidano passo dopo passo verso la comprensione del significato profondo e nella meditazione su un tema di impatto cruciale.
Le storie zen, soprattutto, pongono domande, e lo fanno sotto la forma del dialogo, usato come espressione di un linguaggio vivo, opposto alla rigidità della lingua scritta. Sono suggerimenti della Via, come un dito che indica la luna, ma non sono la Via. Puoi conoscere migliaia di libri e rimanere un ignorante per lo zen, se ancora non hai visto al fondo della tua natura.
"Nel buddhismo non ci affanna per essere buoni; ci si preoccupa di essere saggi. Ci si cura di essere compassionevoli. Provare compassione significa sentire solidarietà e rispetto per chi, senza saperlo, è immerso nell'ignoranza".
Noti anche come "punti di potere nelle dita", i mudra sono posizioni yoga delle mani eseguibili in qualunque luogo, seduti, sdraiati, in piedi o camminando. Queste facili tecniche possono aiutarci a ritrovare equilibrio, tranquillità e benessere anche nel traffico di una moderna metropoli, in ufficio o in viaggio. Con numerosi suggerimenti e utili indicazioni per intensificare gli effetti del mudra, questo manuale pratico e completo ci spiega come:
ricaricare le riserve di energia
migliorare la qualità della vita
Prevenire e curare molte malattie
superare i disturbi emotivi
ritrovare l'equilibrio interiore



