In questo volume il ven. ghesce Yesce Tobden commenta il Bodhisattvacharyavatara, composto nel VIII secolo d.C. dal grande Maestro indiano Shantideva, un testo di notevole importanza che, combinando raffinatezza dialettica a bellezza poetica, si riferisce alle pratiche fondamentali del buddismo mahayana.
In Italia nel 1983 su invito del Centro Lama Tzong Khapa di Villorba (Treviso), ghesce Tobden vi diede insegnamenti orali a spiegazione di questa preziosa opera scritturale, che ha integrato in seguito con ulteriori chiarificazioni.
Il libro raccoglie e presenta per la prima volta tale materiale, che evidenzia come il contenuto del testo commentato sia sempre attuale per quanti desiderano effettivamente incamminarsi lungo questo elevato sentiero spirituale, ma anche per tutti coloro che, se dotati di capacità analitica ed elaborativi, possono trarne ispirazione per arricchire validamente il proprio mondo interiore.
Una guida allo stile del Bodhisattva delinea un progetto esistenziale e un percorso per il viaggio più significativo che si possa desiderare intraprendere, le cui tappe sono l’acquisizione delle perfette qualità di moralità, generosità, pazienza, perseveranza entusiastica, concentrazione e saggezza, grazie alle quali si è in grado di pacificare la propria mente e di operare con efficacia per il beneficio degli altri.
Ghesce Tobden, con la propria testimonianza di vita e con parole che ad essa direttamente rimandano, ci porta a contattare valori che possono diventare patrimonio di ogni essere umano, al di là dei confini di contesti storici e culturali specifici.
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In occidente si pensa di poter esorcizzare la morte semplicemente non pensandoci o facendo gli scongiuri mentre è una realtà che coinvolge ogni essere umano. Questo testo è una breve introduzione alla pratica tantrica della Trasferenza della Coscienza, ( in tib. Powa), ed è tratto da un seminario dato da Lama Yesce nel 1981 all'Istituto Lama Tsong Khapa. Una tecnica che ci permette di affrontare il momento della morte con una profonda consapevolezza della nostra mente e del futuro che ci attende quando lasceremo il corpo.
Cos'è la meditazione? Perchè meditare? Qual'è la tecnica più adatta per me? La risposta a tutte queste domande si trova in questo libro che ha ""i piedi per terra"", scritto da una giovane monaca Buddhista occidentale, con una solida esperienza della pratica e dell'insegnamento della meditazione. Come Meditare, Una guida pratica, contiene la spiegazione di una grande varietà di autentiche e fondate tecniche meditative: dai semplici esercizi di controllo del respiro e di consapevolezza mentale, alla meditazione sulla vacuità, la visualizzazione e la recitazione dei mantra, le meditazioni analitiche sulla realtà della vita e sulla sofferenza, fino alle meditazioni che utilizzano i canali psichici del corpo sottile. Sono incluse anche molte preghiere associate alla pratica del Sentiero Mahayana. In sostanza, viene esposta l'intera gamma delle tecniche usate da secoli dal Buddhisti Tibetani. Il libro è scritto principalmente per chi vuole praticare la meditazione, ma è utile anche a chi semplicemente voglia sapere cos'è la meditazione.
"In che modo la saggezza buddhista può contribuire a cambiare la nostra esistenza quotidiana? Qual è il cammino spirituale che. dobbiamo percorrere per imparare a meditare, giungere all'illuminazione e trovare la pace della mente?
Questo libro è la risposta alle domande di quanti - e sono sempre di più - avvertono oggi il bisogno di un «buddhismo occidentale», adatto a uomini e donne moderni, impegnati nella vita attiva: più pragmatico, efficace e concreto che teorico e dottrinale. Lama Surya Das, americano di nascita e cultura ma formatesi in Tibet, lancia un ponte fra Oriente e Occidente, fra passato, presente e futuro.
Il messaggio radicale e trascinante del suo pensiero è che ciascuno di noi ha la saggezza, l'amore e la forza del Buddha, ma queste doti inferiori sono per lo più dormienti. È facile tuttavia svegliarci a quello che siamo realmente e intraprendere la via liberatoria per condurre un'esistenza pacifica e compassionevole. Basta seguire il «Nobile ottuplice sentiero»: otto precetti che rappresentano l'ammaestramento alla rettitudine – nella visione, nelle intenzioni, nella parola, nell'azione, nei mezzi di sostentamento, nell'impegno, nella consapevolezza, nella concentrazione - e che non sono poi così lontani dall'etica proposta dalle religioni di tutti i tempi.
Gli otto gradini, con la sua straordinaria fusione di attualità e atemporalità, propone dunque un messaggio di liberazione e speranza, capace di illuminare l'intera gamma delle esperienze quotidiane di ciascuno di noi: dai rapporti familiari alla vita inferiore, dalle relazioni personali a quelle lavorative.
Surya Das è il nome buddhista di Jeffrey Miller (New York 1950). Cresciuto nella tradizione ebraica, laureato in scienze dell'educazione, poeta e traduttore, dal 1971 al 1976 ha viaggiato in India e Nepal, dove ha studiato con diversi maestri spirituali, e a metà degli anni Ottanta è divenuto Lama. E depositario della tradizione Dzog-chen e ha creato una fondazione a suo nome. Insegnante
spirituale a tempo pieno, dirige ritiri di meditazione in tutto il mondo e organizza regolarmente, insieme al Dalai Lama, la Conferenza annuale dei maestri buddhisti occidentali.
"In che modo la saggezza buddhista può contribuire a cambiare la nostra esistenza quotidiana? Qual è il cammino spirituale che. dobbiamo percorrere per imparare a meditare, giungere all'illuminazione e trovare la pace della mente?
Questo libro è la risposta alle domande di quanti - e sono sempre di più - avvertono oggi il bisogno di un «buddhismo occidentale», adatto a uomini e donne moderni, impegnati nella vita attiva: più pragmatico, efficace e concreto che teorico e dottrinale. Lama Surya Das, americano di nascita e cultura ma formatesi in Tibet, lancia un ponte fra Oriente e Occidente, fra passato, presente e futuro.
Il messaggio radicale e trascinante del suo pensiero è che ciascuno di noi ha la saggezza, l'amore e la forza del Buddha, ma queste doti inferiori sono per lo più dormienti. È facile tuttavia svegliarci a quello che siamo realmente e intraprendere la via liberatoria per condurre un'esistenza pacifica e compassionevole. Basta seguire il «Nobile ottuplice sentiero»: otto precetti che rappresentano l'ammaestramento alla rettitudine – nella visione, nelle intenzioni, nella parola, nell'azione, nei mezzi di sostentamento, nell'impegno, nella consapevolezza, nella concentrazione - e che non sono poi così lontani dall'etica proposta dalle religioni di tutti i tempi.
Gli otto gradini, con la sua straordinaria fusione di attualità e atemporalità, propone dunque un messaggio di liberazione e speranza, capace di illuminare l'intera gamma delle esperienze quotidiane di ciascuno di noi: dai rapporti familiari alla vita inferiore, dalle relazioni personali a quelle lavorative.
Surya Das è il nome buddhista di Jeffrey Miller (New York 1950). Cresciuto nella tradizione ebraica, laureato in scienze dell'educazione, poeta e traduttore, dal 1971 al 1976 ha viaggiato in India e Nepal, dove ha studiato con diversi maestri spirituali, e a metà degli anni Ottanta è divenuto Lama. E depositario della tradizione Dzog-chen e ha creato una fondazione a suo nome. Insegnante
spirituale a tempo pieno, dirige ritiri di meditazione in tutto il mondo e organizza regolarmente, insieme al Dalai Lama, la Conferenza annuale dei maestri buddhisti occidentali.
Ogni uomo determina il proprio destino attraverso le scelte fatte nell'attuale o nelle precedenti esistenze; ogni uomo è in potenza e senza saperlo un Budda. Ma se gli individui ordinari giacciono nell'oscurità e nel torpore, solo il Budda, Colui che si è risvegliato, ha raggiunto la totale consapevolezza di sé e del mondo. Figura di modernissima sensibilità spirituale, per molti aspetti paragonabile al Cristo, maestro di una « francescana » partecipazione al dolore degli altri, ma anche predicatore del distacco dal mondo, Budda è ideale di perfezione inferiore per gran parte dell'umanità, e oggetto del culto di milioni di uomini.
Hermann Oidenberg ci presenta la vitali la dottrina del Budda, delineando inoltre il profilo della comunità di discepoli che ne ha ereditato il messaggio. « Come si possono intrecciare molte collane da un mucchio di fiori, così pure molte buone cose possono essere compiute da un mortale, una volta che sia nato. » (Canone buddista, Dhammapada, 53).
Hermann Oidenberg (Amburgo, 1854 - Gottinga, 1920), professore di sanscrito presso le università di Berlino, Kiel e Gottinga, fu uno dei massimi indologi del suo tempo. Tra le sue molte opere spiccano quelle dedicate al buddismo, alla religione vedica e gli studi sulle Upanisad e
sul Mahabharata.
Nella storia del Buddhismo tibetano e tantrico il pandit indiano Naropa occupa una posizione insolita. La vita e gli insegnamenti di questo mistico dell’undicesimo secolo segnano al tempo stesso il culmine di una lunga tradizione e l’inizio di una nuova e ricca era di pensiero buddhista. La ‘vita’ di Naropa, tradotta da Herbert V. Guenther da fonti finora sconosciute e pubblicata per la prima volta in Inghilterra nel 1963, descrive con grande acume psicologico lo sviluppo di uno dei più grandi ‘santi’ dell’oriente. E’ una biografia unica in quanto contiene l’analisi dettagliata dell’insegnamento di Naropa, che è fondamentale per il Buddhismo tantrico nel suo insieme.
Alla sua traduzione moderna Guenther accompagna un commento che pone i concetti buddhisti in relazione alla filosofia analitica occidentale, alla psichiatria e alla psicologia del profondo, illuminando così il significato dei Tantra e del Tantrismo per il nostro tempo.
Quando, qualche anno fa, gli Autori andarono in vacanza in Ladakh, non si aspettavano certo di essere contattati dai grandi Fratelli di Shambhalla, malgrado un’esperienza ormai decennale di viaggi astrali... Questo libro è la testimonianza di quell’incontro che cambiò radicalmente la loro vita, ed è nel contempo una trasmissione iniziatica di insegnamenti voluta dai Grandi Maestri: Shambhalla incomincia ad uscire dal mistero e dalla leggenda, per portarci un messaggio d’Amore Cristico e di Saggezza Buddhista, finalmente uniti. È un appello urgente ad una presa di coscienza del nostro ruolo nel mondo e nell’universo.
In tempi come quelli di oggi in cui è facile sentirsi affannati, insoddisfatti, in cui ciò che si ha risulta decisamente più importante di ciò che si è, appare quanto mai necessario ritagliare, nell'arco della giornata, un momento di silenzio: non si tratta semplicemente di eliminare i rumori provenienti dall'esterno, ma anche il frastuono, dentro di noi, dei pensieri inquietanti, per ritrovare la nostra realtà più autentica. La Parola è¨ come la rugiada che dà sollievo e conforto alla pianta; il Silenzio è simile alla quiete feconda dell'alba, durante la quale la rugiada si deposita. La Natura ci è maestra di sapienza e di armonia".
Nell'ottica oramai insuperabile dell'ncontro tra oriente e occidente, l'autore ci racconta l'antico insegnamento tibetano dello Dzog-chen(la "grande perfezione") attraverso il ritorno a casa di Odisseo e la tragedia di Edipo. L'insegnamento è: massima apertura a qualsiasi esperienza, senza paure e senza aspettative. L'importante è il percorso, fatto di un momento dopo l'altro, non il punto di arrivo.
Sono stati necessari più di dieci anni di produzione per realizzare un film su una terra troppo a lungo dimenticata. Il Tibet appare per la prima volta in una prospettiva nuova e drammatica grazie a una ricchezza di immagini senza precedenti: dai millenari rituali degli antichi monasteri alle corse dei cvalli dei guerrieri Khamba; dai bordelli di Lhasa ai meravigliosi picchi Himalayani ancora oggi percorsi dalle carovane di yak. Gli oscuri segreti della recente storia tibetana affiornano nei racconti e nelle testimonianze dei diretti protagonisti, mentre immagini di repertorio inedite descrivono una storia epica di coraggio e di passione.
Thich Nhat Hahn è nato in Vietnam nel 1926. Giovanissimo, a soli sedici anni, ha lasciato la famiglia per entrare in un monastero e da allora ha dedicato la vita allo studio e alla pratica dello Zen. Il Vietnam è il solo paese in cui il Buddismo Mahayana sia fiorito assieme al Theravada in comprensione e tolleranza reciproche. Ecco perché dall’insegnamento di Thich Nhat Hahn emerge una meravigliosa sintesi di entrambi i sistemi, in cui sono seguiti e venerati a fianco a fianco insegnamenti diversi, come la meditazione camminata, il Koan e il Sutra del Cuore. Inoltre, l’autore è convinto che, se vuole veramente radicarsi in Europa e in america, il buddismo dovrà adattarsi alla cultura e alla psicologia occidentali. Non ha senso tramandare un buddismo ortodosso, dagli insegnamenti dogmatici e ‘congelati’ ma è invece necessario creare un nuovo buddismo ‘occidentale’, strettamente collegato alla nostra realtà quotidiana.
L’insegnamento di Thich Nhat Hahn è profondamente segnato dalle guerre, i drammi, i problemi che il mondo moderno è chiamato ad affrontare e di cui il Vietnam, con la sua recente storia è stato uno specchio agghiacciante. E’ un buddismo diretto, poetico, straordinariamente comprensibile, che non ci domanda di chiuderci in un comodo isolamento, ma di prestare attenzione a ogni attività quotidiana, a ogni soggetto che ci circonda. Per questo le sue parole sono capaci di offrire un antidoto al nostro modo di vivere superficiale ed egocentrico e di infondere una nuova vita a dottrine che, come il Sutra del Cuore, troppo spesso restano solo parole vuote.
Basati sulla pratica della consapevolezza del respiro, i 34 esercizi di meditazione di questo libro costituiscono un manuale fondamentale per il praticante esperto e per il principiante. È un insieme di insegnamenti tutto permeato dalla profonda coscienza della bellezza e dell’interdipendenza di ogni forma di vita. Con la sua dolce saggezza, ormai proverbiale, l’autore ci aiuta a conoscere e a dissolvere la rabbia che sorge tra uomini e donne, tra genitori e figli, tra l’uomo e la Terra. Inoltre, il libro contiene alcuni canti, concepiti per accompagnare gli esercizi di meditazione.
Basati sulla pratica della consapevolezza del respiro, i 34 esercizi di meditazione di questo libro costituiscono un manuale fondamentale per il praticante esperto e per il principiante. È un insieme di insegnamenti tutto permeato dalla profonda coscienza della bellezza e dell’interdipendenza di ogni forma di vita. Con la sua dolce saggezza, ormai proverbiale, l’autore ci aiuta a conoscere e a dissolvere la rabbia che sorge tra uomini e donne, tra genitori e figli, tra l’uomo e la Terra. Inoltre, il libro contiene alcuni canti, concepiti per accompagnare gli esercizi di meditazione.



