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Ecologia buddhista

Dalai Lama, il suo messaggio al mondo

 

“Dalai Lama - il suo messaggio al mondo” rappresenta un’esperienza unica nel suo genere. Per questo filmato, il Dalai Lama ha acconsentito ad essere ripreso nella sua quotidianità, durante gli incontri con i suoi collaboratori e durante le conferenze e i meeting internazionali. Vi sono condensati tre anni di vita del Dalai Lama; tre anni che sono rappresentativi dell’intera opera del leader spirituale tibetano. Attraverso la sua voce, quella dei suoi collaboratori e di diversi leader politici dei Paesi occidentali, il DVD offre un quadro completo, inedito e obiettivo del lavoro che il Dalai Lama compie ogni giorno per il suo popolo.
Il Dalai Lama parla di sé stesso ed espone le proprie opinioni in assoluta libertà; nelle sue parole c’è il costante tentativo di far comprendere ai leader cinesi che non chiede l’indipendenza del Tibet, ma che desidera trovare un compromesso affinché cinesi e tibetani possano convivere in pace e armonia.

Il DVD contiene un libretto esplicativo “L’oceano di saggezza”

 

Figlie del Tibet

Per la prima volta una troupe cinematografica ha avuto accesso ad una remota regione del Tibet dove sorge il Monastero di Kala Rongo, un luogo unico nel suo genere, perchè ospita 300 monache cui è stata offerta l’opportunità di ricevere un’istruzione e un’educazione religiosa. Un tempo, infatti, la vita monastica era accessibile solo agli uomini. Secondo la tradizione un figlio che diveniva monaco rappresentava per una famiglia un grandissimo onore, ma una figlia monaca costituiva un peso per la famiglia ed era considerato un inutile dispendio di risorse. Ma a Nangchen, tutto questo sta lentamente cambiando. Fondato nel 1990, il Monastero Kala Rongo sta offrendo alle donne, grazie alla visione pragmatica del "benefattore" e abate, il Lama Norlha Rinpoche, una possibilità di scelta mai concessa prima e sta cambiando atteggiamenti e giudizi ormai antiquati per il bene della comunità. Il film è un ritratto intimo di queste monache: alcune timide, altre estroverse, tutte dedicate alla vita, spesso difficile, che hanno scelto. Le monache hanno gentilmente permesso alla macchina da presa di entrare per la prima volta all'interno della loro comunità spirituale e della loro straordinaria vita. Nel contesto attuale della violenta repressione dalla Cina nei confronti del Tibet, il monastero di Kala Rongo assume un ruolo sempre più importante ed esemplare nella conservazione della cultura e delle tradizioni del Buddismo Tibetano, così come nello sviluppo sociale delle donne.

La Via del potere

Le religioni del Tibet

Vivere il Buddhismo

La trippa ci sarebbe, mancano i gatti

 

Continua la pubblicazione della trascrizione dei Mondo, le domande al maestro e le sue risposte raccolte durante le sesshin.

Il testo è la raccolta dell’anno 2002 e 2003.

 

Le mani e i piedi del Buddha

 

E il Beato pensò: “Ho insegnato la verità la quale è eccellente nel principio, eccellente nel mezzo ed eccellente nella fine; è gloriosa nello spirito e gloriosa nella lettera.
Ma per quanto semplice sia, la gente non può comprenderla. Devo parlar loro nel loro linguaggio, e devo adattare i miei pensieri ai loro pensieri. Perciò racconterò loro delle storie per spiegare la gloria del Dharma.
Se non possono afferrare la verità negli argomenti astratti mediante i quali io l’ho conseguita, possono nondimeno giungere a comprenderla se è illustrata in parabole”.

Il libro propone tre scritti composti tra la metà del 1960 e gli inzi degli anni 70:
L’arte di arrampicare in roccia e lo zen (Roma 1965)
Lo sci e lo zen ossia le curve fatte col “cuore” (Kobe 1970)
A piedi da Kyoto a Tokyo (Kyoto 1971)

 

Dhammapada (2)

“Così ho udito”: questa locuzione, che ritorna spesso nel Dhammapada”, cala il messaggio illuminato di Buddha nella finitezza e nell’imperfezione umana, proponendone una testimonianza scrupolosamente fedele, ma limitata a ciò che la mente è in grado di ricevere e di capire. Non si tratta d’altra parte di racconti elaborati o di approfondimenti dottrinari, ma di una serie di affermazioni penetranti e di esortazioni lapidarie, di immagini e di metafore poetiche. Così il lettore, a poco a poco, diventa egli stesso uditori, vive la sensazione che Buddha gli parli direttamente e personalmente lo chiami al “risveglio”: perché lo spazio della mente possa sgomberarsi dall’illusione e dilatarsi, perché vi possa maturare la consapevolezza dell’eterno “essere così” delle cose.

Lezioni italiane (1)

 

Le Lezioni italiane di Tenzin Gyatso, 14° Dalai Lama (Sperling & Kupfer, Milano, 2008) contengono gli interventi del sommo esponente buddista del Tibet, in esilio da tanti anni, in un convegno tenuto a Milano nel dicembre 2007.

L’interesse del libro è nell’insieme di fondamentali principi allora esposti sul tema pace interiore e non violenza. Il disarmo interiore comporta la rinuncia alla intolleranza, alla linea della collaborazione, alla ricerca dello sviluppo delle qualità umane racchiuse nella parola “amore”. Ai fini della diminuzione del rischio di guerra, l’apprezzamento reciproco tra sostenitori della stessa fede può essere altamente utile. Naturalmente il discorso condotto appare di una semplicità estrema, quanto ammirevole, ma non va trascurata l’evoluzione del confronto religioso. Vengono fornite ampie delucidazioni sulle tradizioni specifiche del buddismo tibetano, con la spiegazione delle diverse interpretazioni dei fenomeni naturali come delle visioni filosofiche intese quali presupposti del “comportamento” esterno.

Molte considerazioni sulla concentrazione come addestramento alla saggezza, i modi di sviluppare la mente alla “compassione”, la necessità di eliminare l’egocentrismo, sono tutti concetti preparatori alla virtù, alla quale occorre però aggiungere il compimento di atti virtuosi. Un capitolo spiega l’espressione “mantra” che in sanscrito significa “protezione della mente”, ma altrettanto importante è il “tantra”, forma di meditazione yoga della divinità. È un “mondo di luce” nel quale non è facile penetrare. Nel volume il lettore trova domande e risposte sui temi della coscienza, sulla visione buddista del creato e sui rischi del “materialismo” occidentale. Un’appendice di precetti e di interpretazioni può aiutare il lettore nella comprensione della spiritualità verso la quale guarda ogni fedele buddista, compreso il senso dell’ascetismo. Termini e parole, che nel linguaggio degli iniziati hanno un significato preciso, vengono riportati in pagine che possono costituire uno stimolo ad approfondire argomenti tanto legati a concezioni spiritualistiche.

 

Lezioni italiane (2)

 

Le Lezioni italiane di Tenzin Gyatso, 14° Dalai Lama (Sperling & Kupfer, Milano, 2008) contengono gli interventi del sommo esponente buddista del Tibet, in esilio da tanti anni, in un convegno tenuto a Milano nel dicembre 2007.

L’interesse del libro è nell’insieme di fondamentali principi allora esposti sul tema pace interiore e non violenza. Il disarmo interiore comporta la rinuncia alla intolleranza, alla linea della collaborazione, alla ricerca dello sviluppo delle qualità umane racchiuse nella parola “amore”. Ai fini della diminuzione del rischio di guerra, l’apprezzamento reciproco tra sostenitori della stessa fede può essere altamente utile. Naturalmente il discorso condotto appare di una semplicità estrema, quanto ammirevole, ma non va trascurata l’evoluzione del confronto religioso. Vengono fornite ampie delucidazioni sulle tradizioni specifiche del buddismo tibetano, con la spiegazione delle diverse interpretazioni dei fenomeni naturali come delle visioni filosofiche intese quali presupposti del “comportamento” esterno.

Molte considerazioni sulla concentrazione come addestramento alla saggezza, i modi di sviluppare la mente alla “compassione”, la necessità di eliminare l’egocentrismo, sono tutti concetti preparatori alla virtù, alla quale occorre però aggiungere il compimento di atti virtuosi. Un capitolo spiega l’espressione “mantra” che in sanscrito significa “protezione della mente”, ma altrettanto importante è il “tantra”, forma di meditazione yoga della divinità. È un “mondo di luce” nel quale non è facile penetrare. Nel volume il lettore trova domande e risposte sui temi della coscienza, sulla visione buddista del creato e sui rischi del “materialismo” occidentale. Un’appendice di precetti e di interpretazioni può aiutare il lettore nella comprensione della spiritualità verso la quale guarda ogni fedele buddista, compreso il senso dell’ascetismo. Termini e parole, che nel linguaggio degli iniziati hanno un significato preciso, vengono riportati in pagine che possono costituire uno stimolo ad approfondire argomenti tanto legati a concezioni spiritualistiche.

 

Associato U.B.I.

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L'U.B.I. è stata fondata a Milano nel 1985 da centri buddhisti di tutte le tradizioni presenti in Italia che sentivano la necessità di unirsi e cooperare, come era già accaduto in altri paesi europei.

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